Rodolfo Biagi
(1906- 1969)
Il primo amore non si scorda mai ...
Premessa indispensabile
La musica del tango è costellata da un’infinità di personaggi, famosi interpreti e meno conosciuti musicisti che con le loro orchestre hanno contribuito a creare in più di cento anni un vero e proprio mito. Con chi cominciare allora questa rubrica mensile ??? La scelta è stata semplice e senza esitazioni. Ho pensato subito al mio primo amore; il primo esecutore/compositore che è emerso dalla nube indistinta del tango e che si è materializzato in modo netto e definito davanti ai miei sensi. Io credo che il caos iniziale sia comune a tutte le persone che si avvicinano con interesse a questa musica, e che ascoltano parole quali Guardia Vieja, Epoca de Oro, Tango Nuevo, Nuevo Tango senza poterle afferrare, come dimenticate nell’aria da qualcuno.
Lo smarrimento si sminuzza ancora di più quando si passa a parlare degli abitanti che popolano queste distese di tempo ancora da decifrare. Al principio sono un’infinità di semplici nomi, anonime ombre che sembra ci prendano in giro comparendo con un accordo per poi sparire con l’ultima nota. Poi diventeranno dei veri e propri miti, e sorrideremo al solo pensiero di averli potuti sfiorare senza riconoscerli .
Tra il prima ed il poi succede all’improvviso qualcosa: emerge dal
l’ombra, come un fantasma che si fa uomo, il primo amore ... il primo amico. Per me è stato Rodolfo Biagi.
Nato a Buenos Aires nel barrio di San Telmo il 14 marzo del 1906 si avvicinò alla musica dapprima suonando il violino per poi scoprire poco dopo la sua vera passione: il pianoforte. A 13 anni lo troviamo già come pianista ad accompagnare nei cinema le pellicole di film muti, ma il suo vero debutto nel mondo del tango si ebbe solo due anni dopo. La leggenda racconta che Juan Maglio detto Pacho, famoso direttore d’orchestra dell’epoca, mentre assisteva alla proiezione di un film, ad un certo punto si alzò dalla sua poltrona lamentandosi animatamente della musica che accompagnava la pellicola. Il pianista talentuoso distraeva con le sue note dense e ritmate i goffi movimenti degli attori in bianco e nero. Il pianista era un ragazzino magro e dallo sguardo intenso, con un nome che sapeva di Italia: Rodolfo Biagi. Forse Biagi perse il suo lavoro, ma è cosa certa che iniziò dopo pochi giorni a suonare nell’orchestra del maestro Juan Maglio detto Pacho.
Gli anni che seguirono furono pieni di esperienze con varie orchestre e di conoscenze con personaggi che sono rimasti nel firmamento del Tango. Nel 1930 accompagnò Carlos Gardél in alcune registrazioni per la casa discografica Odeon. Nel 1931 lo troviamo come pianista dell’orchestra Juan Canaro, con la quale fece una tournée in Brasile.
Un tappa fondamentale per la sua formazione si ebbe nel 1935, quando iniziò a suonare nell’Orchestra di Juan D’Arienzo, con la quale rimase per tre anni, registrando il 31 dicembre 1935 il suo primo disco.
La caratteristica che fa di Biagi un interprete unico e facilmente individuabile è la sua ritmica precisa e definita, caratterizzata da staccati che non lasciano dubbi od esitazioni al ballerino. Il tutto è armonizzato da una costante presenza del pianoforte. Con brevi e sferzanti arpeggi, disegnati come arabeschi, intreccia le arcate precise dei violini, per poi impastare ed avvolgere le sonorità degli altri strumenti, con accordi rotondi, ampi e densi. Il pianoforte è il primo attore nelle esecuzioni di Biagi ed il suo timbro ora squillante ora profondo e cupo sembra sempre giocare agile e spensierato con il resto dell’orchestra. Per il suo virtuosismo Biagi era soprannominato “Manos brujas”, Mani stregate.
I tre pezzi qui proposti possono dare un’idea dello stile inconfondibile di Biagi.
Oltre ad essere grande interprete, rielaborando quindi musiche di altri autori, fu anche compositore di pezzi memorabili. Alcuni dei brani più celebri da lui creati sono: Humillación (vedi video di Arce/Montes), Gólgota, Magdala, Por tener un corazón, Campo afuera (testo del poeta Homero Manzi) e Indiferencia.
Biagi suonò l’ultima volta con la sua orchestra il 2 agosto del 1969.
Si spense il 24 settembre dello stesso anno nella sua città natale.
Brani musicali (ricordati di fermare la musica del sito in basso a sinistra)
| Titolo | Tipo | Anno | Musica | Letra/Testo | Ascolto |
| Cicatrices | Tango | 1925 | Adolfo Avilés | Enrique Maroni | |
| Caricias | Tango | | Juan Martí | Alfredo Bigeschi | |
| Santa Mlonguita | Tango | 1933 | Enrique Delfino | Enrique Cadícamo | |
Video (ricordati di fermare la musica del sito in basso a sinistra)
Gustavo Naveira y Giselle Anne - Viejo Porton (Rodolfo Biagi) - San Francisco 2008
Julio Balmaceda y Corina De Le Rosa – Caricias (Rodolfo Biagi) – Tangofestival Bergamo 2008
Tags: biagi, biografie, musica